Comunicazione Rifiuti

Chi sono i soggetti tenuti

L’obbligo riguarda:

  1. produttori iniziali di rifiuti
    • Pericolosi
    • Non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi, se il produttore ha più di 10 dipendenti;
  2. imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti;
  3. soggetti che effettuano a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti , compreso il trasporto di rifiuti pericolosi prodotti dal dichiarante;
  4. commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione.

Si ricorda inoltre che la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, nonché i soggetti esercenti attività ricadenti nell'ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all'obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.

Cosa è cambiato nei dati da trasmettere

Non vi sono modifiche rispetto alla dichiarazione presentata nel 2016.

Si evidenziano di seguito alcuni chiarimenti forniti da ISPRA nelle istruzioni aggiuntive pubblicate nel 2016:

Per quanto riguarda i produttori di rifiuti:

  • Il produttore dovrà distinguere le giacenze al 31/12/2016 a seconda che siano avviate a recupero o allo smaltimento. Considerato che tale informazione può non essere nota al momento della compilazione del MUD, è corretto prevedere che il dichiarante segua questa logica:
    • Se ci sono stati conferimenti nei mesi del 2017, antecedenti alla compilazione del MUD, prendere il dato dai formulari del 2017
    • Se i conferimenti non sono stati effettuati alla data di compilazione del MUD il dichiarante deve eseguire una stima prendendo a riferimento i conferimenti degli anni precedenti, verificando se generalmente il rifiuto è stato avviato ad impianti autorizzati al recupero (R) o allo smaltimento (D).
  • Nel caso di rifiuti derivanti da attività di manutenzione il modulo RE va utilizzato per comunicare tutte le quantità di rifiuti che vengono prodotti fuori dall’Unità Locale sia che vengano successivamente conferite direttamente all’impianto di trattamento sia che invece vengano trasportate ad un luogo di raggruppamento presso la sede del produttore.

Per quanto riguarda i gestori di rifiuti:

  • i rifiuti in giacenza al 31/12, in quanto non ancora avviati al trattamento, vanno distinti a seconda che siano avviati al recupero o allo smaltimento.
  • nel Modulo RT è possibile barrare la dicitura “privati” nel solo caso in cui il rifiuto sia stato ricevuto da soggetti non individuabili come imprese o enti (p.es. condomini, studi medici, ecc.). La dicitura “privati” non va mai utilizzata nel caso di rifiuti provenienti da imprese (comprese le ditte individuali) o da enti. In quest’ultimo caso è necessario indicare il codice fiscale dell’impresa (comprese le ditte individuali) o dell’ente.
  • Le istruzioni aggiuntive fornite da ISPRA chiariscono che le righe R13 e D15 vanno compilate:
    • dai gestori di impianti di solo stoccaggio, che nell’anno di riferimento hanno ricevuto e messo in riserva (R13) e/o deposito preliminare (D15), nell’unità locale, i rifiuti per poi avviarli ad operazioni di recupero e/o smaltimento presso altri impianti. In tale caso nel riquadro “Tipologia di impianto” va barrata la casella “Impianto per il deposito preliminare (D15)” e/o “Impianto per la messa in riserva (R13)”, coerentemente con l’operazione indicata (R13: messa in riserva, D15: deposito preliminare). Importante è anche riportare nelle righe “Giacenza al 31/12 da avviare a recupero” e/o “Giacenza al 31/12 da avviare a smaltimento”, le quantità di rifiuti rimaste nell’impianto a fine anno.
    • dai gestori di impianti autorizzati all’operazione di recupero di materia classificata esclusivamente con R13. In tale caso nel riquadro “Tipologia di impianto” va barrata la casella “Impianto di recupero di materia”. Importante è anche riportare nelle righe “Giacenza al 31/12 da avviare a recupero” e/o “Giacenza al 31/12 da avviare a smaltimento”, le quantità rimaste nell’impianto a fine anno.
    • La riga R13 non va compilata dai soggetti autorizzati ad operazioni di recupero nel caso in cui i rifiuti, successivamente all’operazione R13 vengano sottoposti ad altre operazioni di recupero (da R1 a R12).
    • Importante è anche riportare nella riga “Giacenza al 31/12 da avviare a recupero” unicamente le quantità rimaste nell’impianto a fine anno.
    • La riga D15 non va compilata dai soggetti autorizzati ad operazioni di smaltimento nel caso in cui i rifiuti, successivamente all’operazione D15 vengano sottoposti ad altre operazioni di smaltimento (D8, D9, D10, D13, D14). Importante è anche riportare nella riga “Giacenza al 31/12 da avviare a smaltimento”, unicamente le quantità rimaste nell’impianto a fine anno.
  • per quanto riguarda la compilazione della sezione “Materiali” Ispra ricorda che deve essere effettuata sulla base di quanto previsto dall’art 184- ter che individua i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto.L’art. 184-ter al comma 3 stabilisce, in particolare, che “Nelle more dell'adozione di uno o più decreti di cui al comma 2, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui ai decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in data 5 febbraio 1998, 12 giugno 2002, n. 161, e 17 novembre 2005, n. 269 e l'articolo 9-bis, lettera a) e b), del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 210.”” L’art.9-bis recita “fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 181 bis, comma 2, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, le caratteristiche dei materiali di cui al citato comma 2 si considerano altresì conformi alle autorizzazioni rilasciate ai sensi degli artt. 208, 209 e 210 del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, e del D.Lgs. 18 febbraio 2005, n. 59”. In sostanza si chiarisce che laddove l’autorizzazione, in regime ordinario, specifichi che il gestore produce MPS, queste andranno inserite nella scheda materiali.
  • Per quanto riguarda quindi i criteri individuati al livello europeo, i regolamenti stabiliscono che il materiale cessa di essere rifiuto all’atto della cessione dal produttore all’utilizzatore
  • Nella scheda MAT- Materiali e nei riquadri presenti nelle Comunicazioni VFU, RAEE e Imballaggi, gli impianti che svolgono attività di recupero comunicano le quantità di “end of waste” e/o materiali secondari, ai sensi dell’art. 184-ter del d.lgs.n.152/2006 prodotte nell’anno di riferimento, comprese le materie prime e i prodotti ottenuti di cui ai decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in data 5 febbraio 1998, 12 giugno 2002, n. 161, e 17 novembre 2005, n. 269 e dell'articolo 9-bis, lettera a) e b), del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 210. Nel caso in cui i materiali vengano prodotti attraverso cicli produttivi che impiegano, in diverse quantità sia rifiuti sia materie prime, il dichiarante dovrà riportare, tramite stima fatta con la migliore accuratezza possibile, la sola quota di materiali secondari ascrivibili ai rifiuti. Qualora i materiali generati siano semilavorati non classificabili come “rottami”, la quantità dovrà essere riportata alla voce assimilabile per caratteristiche merceologiche: per esempio billette di ferro prodotte dalla fonderia andranno inserite nei “rottami di ferro e acciaio”.

Come va compilata

La comunicazione Rifiuti deve essere compilata tramite:

  • software messo a disposizione da Unioncamere;
  • altri software che, a conclusione della compilazione, generino un file organizzato secondo i tracciati record previsti dall’Allegato 4 al DPCM e messi a disposizione in questo sito.

I soli produttori iniziali che producono, nella propria Unità Locale, non più di 7 rifiuti e, per ogni rifiuto, utilizzano non più di 3 trasportatori e 3 destinatari finali possono presentare la Comunicazione Rifiuti semplificata su supporto cartaceo.

Come va trasmessa alla Camera di commercio

La presentazione alla Camera di Commercio deve avvenire esclusivamente via telematica:ormai da due anni non è più possibile la spedizione postale o la consegna diretta del supporto magnetico.
Il file che deve essere spedito viene generato dal software Unioncamere o da altri software che rispettino i tracciati record previsti dall’Allegato 4 al DPCM 17 dicembre 2014.
Il file può contenere le dichiarazioni relative a più unità locali, sia appartenenti ad un unico soggetto dichiarante che appartenenti a più soggetti dichiaranti (dichiarazione multipla).
Ogni dichiarazione può contenere varie Comunicazioni (p.es. Comunicazione Rifiuti elettrici ed elettronici e Comunicazione Rifiuti).
La trasmissione deve avvenire esclusivamente tramite il sito www.mudtelematico.it
Per la trasmissione telematica i soggetti dichiaranti debbono essere in possesso di un dispositivo contenente un certificato di firma digitale (Smart Card o Carta nazionale dei Servizi o Business Key) valido al momento dell'invio.
Le associazioni di categoria, i professionisti e gli studi di consulenza possono inviare telematicamente i MUD compilati per conto dei propri associati e dei propri clienti apponendo cumulativamente ad ogni invio la propria firma elettronica sulla base di espressa delega scritta dei propri associati e dei clienti (i quali restano responsabili della veridicità dei dati dichiarati) che deve essere mantenuta presso la sede delle medesime associazioni e studi.

La sola Comunicazione rifiuti semplificata può essere spedita, con raccomandata senza ricevuta di ritorno, alla CCIAA competente per territorio.

Scadenza

30 aprile 2017. Essendo un giorno festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno seguente non festivo, ovvero al 2 maggio.

Diritto di Segreteria

Il diritto di segreteria, per la trasmissione telematica, è di 10,00 € per ogni Unità Locale dichiarante, a prescindere dal numero di Comunicazioni, e può essere versato tramite carta di credito o Telemaco Pay.

Nel caso di Comunicazione Rifiuti semplificata il diritto di segreteria è di 15,00 € per ogni Unità locale dichiarante e va versato con le modalità indicate da ciascuna Camera di commercio sul proprio sito.

Documenti